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La sicurezza per le candele profumate
in private label: viaggio tra IFRA, CLP
e altre normative

Come ben sappiamo in Cereria L.A.C., lo sviluppo di una linea di candele in private label comporta una serie di obblighi di tipo legale stringenti collegati allo sviluppo del prodotto. Per questo la collaborazione con un produttore specializzato, che ben conosce le normative in materia, può fare la differenza.

Mettere in commercio una candela profumata con il proprio marchio infatti non significa soltanto scegliere un contenitore, una fragranza e un’etichetta accattivante. Significa immettere sul mercato un prodotto che deve rispettare precisi requisiti di sicurezza, tracciabilità, classificazione ed etichettatura.

Anche la fragranza. Per questo chi intende vendere o distribuire candele a marchio proprio deve considerare diversi riferimenti: sicurezza generale del prodotto, REACH, CLP, standard IFRA, schede di sicurezza, eventuale codice UFI, norme tecniche sulla combustione ed etichette di sicurezza.

Quando un brand si affida a Cereria L.A.C. quindi non sceglie solo un prodotto: sceglie prima di tutto la sicurezza, per sé e per i propri clienti, e un servizio di assistenza e consulenza attento ed esperto.

La sicurezza dei materiali: cera e stoppino. Cosa dice la normativa

La sicurezza di una candela parte dai materiali. Cera, stoppino, fragranza, coloranti e contenitore devono essere valutati come parti di un unico sistema: modificare uno di questi elementi può cambiare il comportamento del prodotto finito.

Nel private label, quindi, un approccio attento è essenziale: il brand non acquista semplicemente una candela, ma un prodotto che verrà immesso sul mercato con il proprio nome. La selezione dei materiali deve essere documentata, coerente e tecnicamente verificabile e, soprattutto, la candela deve essere studiata valutando gli elementi uno in relazione all’altro.

Candele artigianali, private label e personalizzate prodotte conto terzi da Cereria LAC a Firenze, made in Tuscany.

Le norme generali

Dal punto di vista normativo, il riferimento generale è il Regolamento UE 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, che impone agli operatori economici di immettere sul mercato solo articoli sicuri. Per una candela, questo significa considerare il rischio connesso all’uso normale o ragionevolmente prevedibile: fiamma, calore, stabilità, comportamento in combustione, informazioni di sicurezza e tracciabilità.

Il Regolamento REACH entra invece in gioco per la gestione delle sostanze utilizzate nei materiali.
Cere, fragranze e coloranti devono essere selezionati attraverso fornitori affidabili, con documentazione
coerente e nel rispetto delle eventuali restrizioni applicabili.

Candele artigianali, private label e personalizzate prodotte conto terzi da Cereria LAC a Firenze, made in Tuscany.

La cera vegetale

L’utilizzo di cere vegetali, come nel caso delle soluzioni da noi proposte, rappresenta una scelta commerciale molto interessante per brand che vogliono posizionare la propria linea su qualità, attenzione alle materie prime e sensibilità verso prodotti percepiti come più naturali. Tuttavia, è importante chiarire che una cera vegetale non rende automaticamente la candela “esente” da valutazioni normative.

Se anche la cera di partenza è un materiale sicuro e certificato, infatti, nella candela finita intervengono altri elementi come il contenitore, lo stoppino, la fragranza. Tutti elementi che richiedono una valutazione separata.

Lo stoppino

Lo stoppino è un elemento tecnico determinante. Uno stoppino non corretto può causare fiamma troppo alta, combustione irregolare, eccessiva produzione di fumo, tunneling, spegnimenti frequenti o surriscaldamento del contenitore.

La scelta tra i diversi stoppini dipende quindi dalle caratteristiche della candela: il tipo di cera, la percentuale di fragranza, il diametro della candela, il contenitore e il risultato di combustione atteso.

Normative combustione candele

Le normative relative alla combustione

Normative combustione candele

La combustione è uno degli aspetti più sensibili del prodotto: dal punto di vista della sua funzionalità, ovviamente (una fiamma stabile è essenziale per la piacevolezza della candela!) ma anche per il rischio che deriva dalla presenza di una fiamma libera.

Le norme tecniche europee sulle candele affrontano diversi aspetti della sicurezza d’uso. Tra i riferimenti più importanti ci sono:

  • EN 15493, relativa alla sicurezza antincendio delle candele da interno;
  • EN 15494, relativa alle etichette di sicurezza del prodotto;
  • EN 15426, relativa al comportamento alla fuliggine;
  • EN 16738, EN 16739 ed EN 16740, relative alle emissioni e alla sicurezza dei prodotti profumati combustibili.

Queste norme non vanno confuse con CLP o REACH:

  • CLP e REACH riguardano principalmente la classificazione, la gestione e la comunicazione dei rischi delle sostanze e delle miscele.
  • Le norme tecniche sulle candele, invece, si concentrano sul comportamento fisico del prodotto durante l’uso.

Una candela ben progettata deve avere una fiamma proporzionata, una combustione stabile, un comportamento coerente nel tempo e un livello di fuliggine controllato.
Non deve surriscaldare eccessivamente il contenitore, non deve presentare fenomeni anomali e deve essere accompagnata da istruzioni chiare.

E la fragranza? Possibili allergeni e indicazioni di sicurezza specifiche

La fragranza è uno degli elementi più piacevoli nelle candele che sviluppiamo per il private label, ma è anche uno dei più delicati sul piano tecnico e regolatorio.

Ogni fragranza è una miscela composta da diverse sostanze odorose. Alcune possono essere soggette a limiti di utilizzo, classificazioni di pericolo, obblighi di etichettatura o indicazioni specifiche in scheda di sicurezza.
Anche in questo caso, affidarsi a un produttore private label che conosce e applica con scrupolo ogni normativa è un modo per garantirsi la massima tranquillità rispetto alle candele distribuite con il proprio brand.

Candele artigianali, private label e personalizzate prodotte conto terzi da Cereria LAC a Firenze, made in Tuscany.

Gli standard IFRA

Un importante riferimento da considerare sono gli standard IFRA, acronimo di International Fragrance Association.

Si tratta di linee guida tecniche internazionali per l’uso sicuro degli ingredienti profumanti. Nel caso delle candele, è importante selezionare fragranze corredate da documentazione IFRA aggiornata e che risultano idonee.

Il certificato IFRA è fornito dal produttore della fragranza. Diventa quindi fondamentale lavorare con fornitori selezionati, in grado di fornire documentazione tecnica chiara, aggiornata e coerente con l’applicazione finale.

È importante chiarire che gli standard IFRA non sostituiscono la normativa europea, come CLP e REACH: sono standard volontari di settore che aiutano a gestire in modo più consapevole la scelta delle fragranze e la valutazione tecnica del prodotto.

Il regolamento CLP

Il secondo riferimento è il Regolamento CLP, che disciplina classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele. Una candela profumata è soggetta a classificazione CLP in base alla composizione della miscela finale, soprattutto per effetto della fragranza inserita.

Questo significa che due candele identiche per cera, formato e contenitore, ma diverse per profumazione, possono richiedere etichette differenti. Una fragranza agrumata, una legnosa e una floreale possono avere composizioni diverse e quindi generare obblighi diversi.

La scheda di sicurezza (SDS)

Il terzo elemento da considerare è la scheda di sicurezza, o SDS. La SDS della fragranza contiene informazioni su composizione, pericoli, manipolazione, stoccaggio, misure antincendio, smaltimento e trasporto. È un documento fondamentale per valutare la fragranza e per calcolare l’eventuale classificazione della candela finita.

La SDS della fragranza, però, non coincide con la SDS della candela. Il prodotto finito contiene una certa percentuale di fragranza miscelata in una base di cera, con eventuali altri componenti. Per questo la valutazione deve essere fatta sulla formula finale a seconda dell’effettiva quantità di fragranza presente.

L’etichettatura

Arriviamo quindi all’etichettatura: l’elemento finale che deve riportare tutte le indicazioni d’uso e di sicurezza e che è parte essenziale della conformità del prodotto.

L’etichetta deve tenere insieme identità del brand, informazioni commerciali, istruzioni di sicurezza e indicazioni derivanti dalla classificazione CLP.

 

Le informazioni da riportare o valutare possono essere diverse: avvertenze di sicurezza per l’uso della candela, pittogrammi previsti dalle norme tecniche applicabili, dati di tracciabilità elementi derivanti dalla classificazione CLP.

Ecco perché nel private label la progettazione dell’etichetta deve essere affrontata fin dall’inizio: un packaging molto elegante ma privo di spazio sufficiente per le informazioni obbligatorie può diventare un problema in fase di finalizzazione.  La candela stessa deve sempre riportare una serie di informazioni obbligatorie.

Ricordiamo inoltre che le etichette sono specifiche per ogni candela. Nel caso delle candele profumate, l’uso di una diversa fragranza può dare vita a diversi obblighi di etichettatura.

La sicurezza delle candele: le FAQ

Quali normative deve rispettare una candela brandizzata con il mio marchio?

Una candela immessa sul mercato deve rispettare requisiti di sicurezza generale del prodotto, tracciabilità, corretta informazione al consumatore e, se profumata, eventuali obblighi legati a REACH, CLP, schede di sicurezza, IFRA e UFI.

Una candela in cera vegetale è sempre sicura?

La cera vegetale è una scelta di qualità e posizionamento, ma non elimina la necessità di valutare il prodotto finito. Sicurezza e conformità dipendono anche da fragranza, stoppino, contenitore, combustione ed etichettatura.

Cos’è IFRA?

IFRA è l’associazione internazionale delle fragranze. I suoi standard indicano criteri e limiti per l’uso sicuro degli ingredienti profumanti. Il certificato IFRA è un elemento importante nella scelta della profumazione da utilizzare per le candele in private label.

Cos’è il CLP?

Il CLP è il regolamento europeo che disciplina classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele. Nelle candele profumate può incidere sull’etichetta quando la fragranza o la miscela finale presentano determinate classificazioni di pericolo.

Cambiando fragranza cambia anche l’etichetta?

Può cambiare. Ogni fragranza ha una composizione diversa e può generare obblighi differenti. Per questo ogni variante profumata dovrebbe essere valutata singolarmente.

Serve sempre il codice UFI?

No. Il codice UFI dipende dall’essenza utilizzata e dalla sua concentrazione, che fanno eventualmente scattare gli obblighi di comunicazione ed etichettatura correlati.

Perché scegliere un produttore esperto per le candele private label?

Perché una candela a marchio proprio non è solo un prodotto estetico. È un prodotto da formulare, testare, documentare ed etichettare correttamente. Un produttore esperto aiuta il brand a mettere in relazione design, materiali, fragranze, sicurezza e conformità.

Progetti personalizzati Private Label

Affidarsi a Cereria L.A.C. significa affidarsi a un produttore specializzato ed esperto, che lavora solo con fornitori selezionati e che cura ogni dettaglio del prodotto – inclusi i requisiti normativi.

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